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Benessere » Il villaggio globale
il contatto con la naturaUno dei temi fondamentali della fine del secolo ventesimo è l'assimilazione delle sonorità del Terzo Mondo per renderle gradevoli all'orecchio occidentale. Persone che non andrebbero mai ad ascoltare un concerto di voci bulgare o un ensemble di percussioni africano comprano il CD in cui quei suoni sono stati campionati, elaborati e integrati con altri effetti sonori.

La world-music è la musica delle culture antiche e lontane. Il fascino principale di quelle culture è che riconduce anche l'individuo occidentale al suo passato primordiale. Riscoprire quelle musiche è come avvicinarsi alle proprie origini, risalire nel tempo a uno stadio in cui il progresso non aveva ancora occultato e annacquato gli istinti originari.

Più in generale è un modo per entrare in contatto con le origini dell'uomo, e in particolare con l'impulso umano per creare musica, per esprimersi attraverso suoni, per trascendere i limiti del linguaggio.

Fu negli USA che il fenomeno si radicò in maniera più seria. Gli Stati Uniti sono sempre stati un "melting pot" di etnie diverse, ma fino all'inizio di questo secolo esistevano una etnia dominante (quella dei WASP, "white anglo-saxon protestant"), una etnia dominata (quella dei neri) e una serie di etnie relegate ai ceti sociali inferiori (irlandesi, italiani, ebrei, polacchi). Per effetto dei movimenti migratori del Novecento, dovuti prima alle due guerre, poi al dilagare del comunismo e infine alla crisi economica del Terzo Mondo, gli USA si sono riempiti di asiatici, sudamericani, europei orientali, arabi, indiani e africani.

Per effetto di questo rimescolamento razziale le musiche extra-europee sono diventate molto più comuni e molto meno "esotiche" di quanto lo fossero solo dieci anni prima. Non solo: le nuove generazioni di queste etnie si integrano sempre più rapidamente nella società statunitense; se inizialmente tendevano a nascondere le proprie "radici", nell'era degli yuppie sono invece portati ad esaltarle (come tutto ciò che è "import").

La world-music entra nell'universo della new age dalla porta della spiritualità. Essendo quella divenuta la chiave di lettura più comune delle imprese di quasi tutti i musicisti new age, le musiche dell'Estremo Oriente, che esistono praticamente soltanto per esaltare la spiritualità, si prestano alla perfezione.

La filosofia delle musiche etniche si sposava d'altronde alla perfezione a quella della new age, poiché in gran parte del mondo la musica ha da sempre la connotazione "taumaturgica".

Una parte cospicua della world-music è relativa semplicemente al ritmo. L'America non ha un suo ritmo: usa quelli che ha importato dall'Africa e dall'Europa. Gli unici ritmi originali dell'America sono quelli che gli americani hanno soppresso, quelli dei pellerossa. Ma come tutti gli esseri umani gli americani hanno bisogno del ritmo. E allora devono tornare ai loro antenati per ritrovare il ritmo primordiale che è andato perso in tutte queste migrazioni verso il Nuovo Mondo. Devono percorrere la strada opposta a quella che hanno compiuto per colonizzare il loro continente.

La musica new age è in effetti una musica le cui radici affondano nel passato remoto. I musicisti new age sono sciamani: non fanno altro che ricordare qualcosa che accadde molto tempo fa.

La world-music (nell'accezione di "assimilazione di lessici etnici nel corpo linguistico della musica popolare occidentale") è diventata rapidamente parte integrante della new age in quanto la new age "è" musica del mondo. Oggi non esiste un altro genere musicale i cui protagonisti si scambino in maniera così rilevante i propri retroterra culturali, in cui il senso della musica stessa sia spesso quello di accostare culture diverse, in combinazioni mai provate prima.

In questo senso la new age rischia di diventare la colonna sonora del "villaggio globale" di cui profetizzano sociologhi e futurologhi.