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musica classicaL'antenato più diretto della musica new age è in realtà la musica classica.

Nonostante le divergenze ideologiche e le diverse prassi lo stile è molto simile: la new age è prevalentemente strumentale, affidata agli impasti timbrici e alle linee melodiche, rifuggendo dall'uso della batteria e in generale dal "chiasso" della musica rock.
La new age si articola in generi per strumento solista, per piccolo ensemble e per orchestra (reale o simulata con i sintetizzatori). La new age mette al centro la figura del compositore, non quella del cantante (musica rock) o dell'arrangiatore (musica jazz).

Le somiglianze diventano un vero e proprio passaggio di consegne quando si consideri il percorso della musica classica che ha portato da Beethoven ai romantici e da questi a Debussy e Satie. Proprio da Debussy e Satie ripartono i musicisti new age. Il tenue impressionismo di questi francesi è parente strettissimo di quello della new age. Nel Novecento la stessa musica classica ha approfondito quelle intuizioni alla luce di una maggiore spiritualità.

D'altronde la spiritualità della new age trova antesignani nelle origini stesse della musica classica, che sono prevalentemente sacre. La musica di Bach è trascendentale, rappresenta la perfetta combinazione di Matematica ed Emotività. Ogni suo brano è una preghiera intensa, ma una preghiera dotata di un'intelligenza sibillina, di una struttura e di una semantica. La grandezza della musica di Bach sta forse proprio nella possibilità di essere letta a più livelli: a un estremo è pura emozione, a un altro estremo è pura matematica, e in mezzo ognuno può trovare il proprio. La musica di Bach, combinando la pura essenza dell'emozione con la pura essenza dell'astrazione, conteneva già in nuce l'essenza di quella che sarebbe stata tre secoli dopo la musica new age.

Il Novecento ha poi visto un'"escalation" di spiritualità esotica, da Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss al Poema Del Fuoco di Aleksander Skriabin, dalla Music Of Changes di John Cage al Mantra di Karlheinz Stockhausen. L'assimilazione della spiritualità non-cristiana è venuta crescendo e si è venuta connaturando sempre più come una pura astrazione di spiritualità, non come un vero atto di conversione a una particolare fede religiosa. Questa inarrestabile progressione è culminata con l'opera monumentale di Olivier Messiaen e con i minimalisti degli anni '60, che per molti versi sono i diretti antecedenti della new age.

LaMonte Young e Terry Riley in particolare impostarono la loro opera sulla base della musica indiana, privilegiarono la meditazione e la comunione con il suono, tutti principi che si ritrovano nella new age. In effetti il termine "minimalismo" non discrimina fra lo stile di questi due musicisti e quello, profondamente diverso, di Philip Glass e Steve Reich. Young e Riley esercitarono una profonda influenza sulla musica elettronica popolare, mentre Glass e Reich vennero presto risucchiati nei circoli (e nei cliché) della musica classica. La Rainbow In Curved Air di Riley è l'antesignana di tutte le suite elettroniche a venire, e la musica stazionaria di Young è la progenitrice di tutte le forme di meditazione e relax in musica.

Verso la fine degli anni '80 gran parte dei musicisti new age perverranno a una forma di musica da camera improvvisata che sta più sul versante della musica classica, anche se conserva lo spirito "libero" del jazz. In pratica la new age conferirà nuovamente il primato al raffinato razionalismo occidentale, ma subordinandolo al libero arbitrio dell'esecutore. E ciò sarà reso possibile dall'identificazione di compositore ed esecutore, tipica della musica rock. Torneranno così in auge trii, quartetti ed ensemble vari, e persino i concerti per orchestra. La storia della musica classica verrà ripresa là dove era stata interrotta dall'intransigenza dei puristi, dal tardo romanticismo di Debussy e Ravel.