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chitarraNella new age il grande sconfitto fra gli strumenti è la chitarra elettrica. Lo strumento più diffuso al mondo, quello che ormai tutti i ragazzini americani si comprano fin dal liceo, è stato anzi a lungo percepito come l'antitesi della new age. La chitarra elettrica è troppo associata al chiasso della musica rock, alle star sguaiate che si agitano sui palcoscenici, a tutto il folklore del "brutti, sporchi e cattivi".

In realtà la new age è partita proprio con la chitarra, ma quella acustica (che ne è peraltro l'antitesi, perlomeno in fatto di spettacolarità). Fra i primi cultori di un sound rilassante che traesse dal jazz la sua ispirazione armonica si contano infatti William Ackerman e i suoi pupilli, fra cui Alex De Grassi. Sul loro esempio si sono formati Teja Bell, Eric Tingstad, Ben Tavera King, Paul Speer, Gabriel Lee, Michael Hedges e tanti altri. Ci vorranno però anni prima che la chitarra riconquisti le posizioni perse nei confronti del pianoforte.

La chitarra ha il pregio di richiamare istintivamente la qualità domestica e rurale della musica folk, ha il difetto di non riuscire a convogliare emozioni con la stessa forza del pianoforte. Si presta pertanto più per bozzetti di vita quotidiana che per comporre odi maestose alla natura. Da John Fahey e Robbie Basho in poi, comunque, nella musica folk la chitarra è diventata anche la voce del flusso di coscienza spirituale che è latente in ciascun individuo. Ackerman riscoprì ed esaltò proprio questa potenzialità dello strumento.

Se la chitarra new age è essenzialmente figlia della chitarra folk, non vanno trascurati gli episodi più insoliti della storia della chitarra jazz, in particolare l'insegnamento fondamentale di Wes Montgomery, gli stili fusion di George Benson, Larry Coryell e Al DiMeola, le ardue meditazioni spirituali di John McLaughlin e il bozzettismo atmosferico di John Abercrombie.

Ottmar Liebert si è invece riallacciato alla tradizione dei chitarristi latini (come Paco De Lucia) e al suo successo si sono ispirati tanti altri chitarristi di flamenco. E' forse proprio grazie a Liebert, più ancora che a Ackerman, che la chitarra si è conquistata uno status fra gli strumenti del relax. Liebert è stato per la musica new age un po' quello che Django Reinhardt fu per il jazz: l'elemento esotico, ma anche l'emblema di una sintesi storica.

Craig Chaquico e Neil Schon sono esempi di come anche i chitarristi rock, abituati a far leva sul rock e a indulgere in assoli arroventati, nascondono l'anima del poeta new age.